Sulla base di quanto detto in aula che ritrovi nelle pagine del sito principale dedicate rispettivamente alla logica e all’ontologia (scienza dell’essere) in Aristotele, alla distinzione tra potenza e atto, al principio di non contraddizione nella versione aristotelica, alla distinzione tra genere e specie, alla dottrina delle categorie e alla distinzione tra attributi essenziali ed accidentali (cfr. anche il manuale U4, cap. 2, § 3, pp. 276-282 [salvo il testo su Che cos’è, infine, la sostanza?], § 3, pp. 284-87), leggi le seguenti proposizioni, quindi di ciascuna dì (dal punto di vista di Aristotele che è ancora il nostro)
a) se è coerente o contraddittoria
b) perché è tale
N. B. Perché una proposizione sia coerente è sufficiente che sia non contraddittoria, non è necessario che sia vera. E’ sufficiente che sia (logicamente) possibile.
- La quercia è un albero.
- La quercia è bella.
- La quercia è un pino.
- Il cane è un animale.
- Il cane corre.
- Il gatto corre e sta fermo.
- I Greci erano migliori dei Romani, ora sono peggiori.
- I Greci erano migliori e peggiori dei Romani (migliori in filosofia, peggiori nel diritto)
- I Greci erano migliori e peggiori dei Romani dallo stesso punto di vista.
- Questa ghianda non è ancora una quercia.
- Questo albero è alto solo tre metri ma è un sempreverde.
- La mia casa non è qui ma lì.
- La mia casa è sia qui sia lì.
- Tra dieci anni sarò diventato un uomo, ora sono un bambino.
- Un albero è un albero, una quercia è una quercia, dunque la quercia non è un albero!